Testimonianze

Le numerose lettere che riceviamo dai bambini e dai loro genitori sono testimonianze della serenità e dell’allegria che i Dottor Sorriso riescono a trasmettere durante le loro visite in ospedale.

 

I Bambini

“E’ la terza volta che vengo in ospedale: non sapevo di trovare questa volta delle dottoresse così strane con i camici tutti colorati. Questa volta il ricovero è stato più piacevole perché con le vostre visite mi sono divertita molto. Se dovessi ammalarmi di nuovo (spero di no) non piangerò più per essere ricoverata. Vi svelo un segreto: anche i miei nonni si erano divertiti molto, speriamo che non si ammalino anche loro”.

Ginevra, 8 anni

“Ciao Dottor Bombo, sono la bimba che era al letto n°9 a settembre, per la mononucleosi. Voglio dirti che mi manchi tanto perché eri molto simpatico. E voglio confessarti che quando sono entrata in ospedale avevo una fifa blu, avevo persino paura a conoscerti…invece poi ho scoperto che sei una bella persona perché sai regalare un sorriso anche alla paura.” 

Elisa, 9 anni

“Cari Dottor Sorriso, volevo ringraziarvi dell’allegria che avete portato a me e anche a mia madre in tutto questo periodo in cui sono stata in ospedale. Siete sempre riusciti a farmi dimenticare i brutti momenti che stavo passando. Non smetterò mai di ricordare i fantastici fiori, cuori e animali che mi avete fatto e che ho conservato con affetto fino  quando, purtroppo, non si sono sgonfiati.”

Ilaria, 12 anni

“Caro Pagliaccio, vorrei che oggi venissi a trovarmi perché ho la pendicite e tu potresti guarirmi”

 

I genitori

 

“Mio figlio è stato ricoverato per una rara forma d’asma in molti ospedali italiani. Non sempre la nostra esperienza è stata felice: spesso l’ambiente era asettico e mancava un’attenzione per l’aspetto emotivo del bambino. Presso l’ospedale “Galmarini” di Tradate invece la presenza dei Dottor Sorriso rallegra i bambini e funge da supporto alle terapie  mediche. Negli altri reparti Jacopo non accettava facilmente le cure; a Tradate invece, grazie alla clownterapia, era sereno e a proprio agio, tanto che una volta dimesso, era triste all’idea di non rivedere più il suo amico Dottor Falispa”.

Silvia, mamma di Jacopo

“Caro Dott. Bombo, sono la mamma di Chiara, una bimba di sei anni cerebropatica, non vedente, che ha soventi ricoveri in questo reparto. E’ la prima volta che mi capita di avere l’esperienza dei tuoi gioiosi trattenimenti con i bambini. Secondo me è un’esperienza per tutti i bimbi. Venerdì, quando sei entrato da lei e hai suonato la tua fisarmonica, Chiara ha iniziato a dondolarsi, a cantare e a battere le mani, era molto contenta. Volevo ringraziarti per dare a tutti i bambini ricoverati questi momenti di gioia.”

Michela, mamma di Chiara

“Sono una mamma che ha il figlio ricoverato in un reparto di pediatria. Tutti sappiamo che l’ospedale è un luogo dove ci sono tante sofferenze e strappare il sorriso a un bambino non è molto facile. Ma il pomeriggio in cui sono arrivati i clown hanno portato in ogni camera tantissima allegria e nel viso di mio figlio, come in quello degli altri bambini, in quel momento c’era felicità e gioia di poter sorridere di nuovo alla vita”

Anna, mamma di Daniel

 

I Medici

 

“E’ evidente l’immediato apporto positivo che si viene a creare quando i bambini attendono le visite di Pronto Soccorso e il prelievo del sangue, tanto che la paura dell’ago svanisce nel nulla. Quando ci troviamo di fronte a patologie importanti, dolorose, ansiogene, la figura e l’intervento del clown possono considerarsi quasi miracolose”.

Dr. Roberto Giorgetti, ex Capo Dipartimento di Pediatria degli Ospedali di  Tradate, Saronno e Busto Arsizio

“Ho partecipato all’attività che i clown Chupa e Scintilla svolgono ogni settimana, assistendo alla rappresentazione di una fiaba. Superata la porta della stanza l’impressione è di entrare in un mondo fatato, che aiuta a distogliere la mente dalla situazione da cui si proviene. In questo mondo anche ragazzi autistici, refrattari al tocco ricevuto e dispensato, si scambiano coccole e vicinanza, in una modalità che nella quotidianità è difficile raggiungere”.

Dott.ssa Monica Coppi, neuropsichiatra infantile presso il reparto “Santa Maria Bambina”
Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone

“L’atmosfera che si respira al passaggio dei Dottor Sorriso non è mai forzatamente allegra, ma di gioiosa serenità come se si potesse, almeno per un momento, mettere da parte le preoccupazioni  e le paure per le gravi patologie  da cui i ricoverati sono affetti.  Sotto l’incalzare dei  Dottor Sorriso, il personale medico e infermieristico si è dovuto spogliare del proprio ruolo professionale per presentarsi agli occhi dei genitori e dei ragazzi ricoverati come “uno di loro”, protagonista, o più spesso vittima di scherzi e burle”

Dott. Renato Borgatti,  Primario di Neuroriabilitazione presso l’Istituto di  Ricovero e Cura “E. Medea” di Bosisio Parini